Equazioni di primo grado fratte

Un’equazione di primo grado si dice fratta se nell’equazione è presente l’incognita a denominatore. Per riportare un’equazione fratta ad una generica equazione di primo grado lineare sarà necessario prima scomporre ai minimi termini gli eventuali polinomi presenti al denominatore, ed in seguito trovare il minimo comune multiplo tra loro, per poi eseguire i dovuti calcoli. Grande differenza esistente tra i m.c.m. numerici e quelli polinomiali riguarda il fatto che, se da una parte il m.c.m. numerico si può “semplificare” eliminando così il denominatore per svolgere i calcoli solo al numeratore senza alcun problema, per quello polinomiale, non si svolge una normale semplificazione: bisogna prima porre delle condizioni di esistenza.

Le condizioni di esistenza rappresentano i valori i quali, assegnati all’incognita, farebbero perdere di significato l’equazione. In parole povere, se, trovando il risultato dell’equazione, questo coincidesse con una condizione di esistenza, l’equazione risulterebbe priva di soluzione.

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2 pensieri su “Equazioni di primo grado fratte”

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